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Sei un installatore?

Rendi riconoscibile il lavoro della tua officina con certificazioni consultabili dai clienti.

Più fiducia nei ricambi.
Più valore a ogni intervento.

OSPI rende consultabili i ricambi registrati nell’intervento, con marca, tipologia e codici identificativi. Chi guida trova informazioni chiare sulla manutenzione; gli installatori valorizzano il proprio lavoro e costruiscono fiducia con i clienti.

  • 01. Tracciabilità
  • 02. Professionalità
  • 03. Verificabilità
Hai già un certificato OSPI? Consulta per targa

Un certificato che parla chiaro.

La classe OSPI offre una prima indicazione sul tipo di ricambi registrati nell’intervento, a colpo d’occhio. Aprendo il certificato trovi i componenti dichiarati e l’officina che ha eseguito il lavoro. Un modo semplice per conoscere la manutenzione e riconoscere il lavoro svolto, anche senza essere esperto di auto.

Consulta per targa

Conosci la certificazione.
Riconosci i ricambi.

Più chiarezza sui ricambi.
Più fiducia nell’intervento.

La scelta dei ricambi diventa un’informazione condivisa. Il cliente può leggere marca, tipologia e codici registrati; l’officina può documentare le proprie scelte e dare visibilità alla cura del lavoro eseguito. Un riferimento chiaro per costruire fiducia, intervento dopo intervento.

  • Codici e tipologie di ricambio consultabili
  • Dati dell’intervento confermati dall’installatore
  • Certificati in cloud, per targa o QR code

Cosa trovi nel certificato

Veicolo, data e chilometraggio dell’intervento, installatore e ricambi dichiarati: nome, marca, codici identificativi registrati, categoria e tipologia. Informazioni concrete da confrontare con la manutenzione concordata.

Ricambi chiari, scelte consapevoli.

Marca, tipologia e codici registrati ti aiutano a confrontare i ricambi dichiarati con la manutenzione concordata.

Il tuo storico, sempre con te.

Gli interventi documentati restano consultabili in cloud, per targa o QR code. Li ritrovi quando servono, anche dopo anni.

Più argomenti quando vendi.

Mostri a chi acquista la manutenzione documentata e i ricambi scelti: informazioni utili per una trattativa più consapevole.

Il lavoro dell’officina si vede.

Ogni certificato collega l’intervento all’installatore che lo ha eseguito. La cura del lavoro diventa visibile e costruisce fiducia.

OSPI nel mercato dell’usato

Quando vendi l’auto,
la sua cura si vede.

Uno storico OSPI permette a chi acquista di consultare gli interventi e i ricambi registrati nel tempo. La manutenzione diventa una parte visibile del valore che proponi.

Uno storico continuativo, soprattutto con certificazioni A+ e A, per ricambi originali e di primo impianto, rende riconoscibili le scelte fatte per il veicolo. Può rafforzare la fiducia di chi compra e aiutarti a sostenere il prezzo richiesto nella trattativa.

Lo storico può sostenere il valore nel tempo.

  • Con storico OSPI continuativo, classi A+ e A
  • Senza storico OSPI
Esempio illustrativo: due veicoli partono da 20.000 euro. Dopo un anno, il veicolo con storico OSPI A+ e A vale 19.000 euro e quello senza storico OSPI 17.000 euro; dopo due anni, rispettivamente 18.000 e 15.000 euro.
Esempio illustrativo su veicoli comparabili. Gli importi non sono quotazioni di mercato: il prezzo effettivo dipende anche da età, chilometraggio, condizioni del veicolo e domanda.

Più fiducia per chi guida. Più valore per chi lavora sul veicolo.

Cliente e installatore consultano insieme la documentazione dell’intervento

4+

Occasioni per
chiedere OSPI

Concorda i ricambi con l’installatore e chiedi la certificazione OSPI. Ritrovi marca, tipologia e codici dei componenti registrati, insieme alle informazioni sull’intervento: un riferimento chiaro per conoscere la manutenzione e dialogare con la tua officina.

Le certificazioni restano consultabili in cloud per targa o QR code. Quando vendi il veicolo, puoi mostrare la manutenzione documentata e i ricambi di primo impianto dichiarati: uno storico che aiuta chi acquista a riconoscere la cura dedicata all’auto.

Consulta per targa

Dai visibilità alla cura che metti in ogni intervento. Con OSPI documenti i ricambi registrati, con marca, tipologia e codici identificativi, in un certificato digitale collegato al lavoro della tua officina.

Il cliente trova informazioni chiare anche dopo la consegna. Tu rendi riconoscibile il valore del tuo lavoro e lasci un riferimento consultabile nel tempo, utile a rafforzare il rapporto di fiducia.

Registra la tua officina

Quando chiedere OSPI

  • Tagliandi
  • Sostituzione di componenti
  • Riparazioni documentabili
  • Interventi prima della vendita
Consulta per targa
  • Originale · OE
  • Primo impianto · OEM
  • Originale rigenerato · OE-R
  • Aftermarket · IAM
Ogni intervento, informazioni chiareRicambi + Documentazione + Professionalità = Fiducia

Come funziona,
in pratica.

  1. Intervento

    Ricambi concordati

  2. Dati

    Componenti registrati

  3. Firma

    Intervento confermato

  4. Certificato

    Associato al veicolo

  5. Consultazione

    Per targa o QR code

Dalla scelta dei ricambi al certificato consultabile: proprietario e installatore condividono informazioni chiare sull’intervento.

Prima dell’intervento, concorda con un installatore aderente quali ricambi utilizzare: originali, di primo impianto, rigenerati o aftermarket. Chiedi che l’intervento venga documentato con una certificazione OSPI.

L’installatore registra veicolo, chilometraggio, ricambi e relativi codici identificativi, insieme ai riferimenti della documentazione di acquisto. Conferma l’autodichiarazione di responsabilità tramite codice OTP e completa la procedura di emissione del certificato.

Dal QR code o dalla ricerca per targa su ospicert.com puoi consultare l’installatore, i ricambi registrati e la classe del certificato. Un riferimento condiviso per leggere l’intervento e ritrovare le informazioni anche in seguito.

Consulta per targa

Domande frequenti.
Risposte concrete.

Per chi guida e per le officine: ricambi, certificati e adesione alla piattaforma.

Con OSPI rendi consultabili gli interventi e i ricambi registrati dalla tua officina, con informazioni collegate a chi ha eseguito il lavoro. Aiuti il cliente a comprendere il valore della manutenzione e lasci uno storico leggibile, utile anche quando il veicolo viene venduto.

Per iniziare, registra la tua officina indicando i tuoi dati e quelli dell’azienda. Se hai già un account, puoi accedere all’area installatori.

Se noti una differenza, confronta il certificato con la fattura e chiedi chiarimenti all’installatore, che ha sottoscritto i dati dell’intervento. Se necessario, fai verificare i componenti da un tecnico. Il certificato offre un riferimento documentale per contestare la difformità all’installatore.

Puoi anche accedere al portale e usare “Segnala incongruenza” nella scheda del certificato, quando disponibile. La segnalazione viene esaminata dal servizio clienti OSPI; non comporta automaticamente un rimborso o la risoluzione della contestazione con l’installatore.

Il certificato viene compilato dall’installatore, che registra l’intervento e sottoscrive l’autodichiarazione di responsabilità tramite codice OTP. OSPI rende consultabili le informazioni e identifica chi le ha sottoscritte. La certificazione è tecnica e documentale: OSPI non ispeziona fisicamente ogni componente montato.

La scheda riporta i numeri seriali registrati per i componenti e, per i ricambi OE, l’eventuale codice casa madre. Insieme a nome, marca e tipologia, questi riferimenti aiutano a identificare ciò che l’installatore ha dichiarato. Un confronto con il pezzo può richiedere l’aiuto di un tecnico.

Puoi documentare ricambi OE (originali, classe A+), OEM (del produttore di primo impianto, classe A), OE-R (originali rigenerati, classe B) e IAM (aftermarket indipendente, classe C). Il valore della certificazione è rendere esplicita la tipologia dichiarata, così puoi confrontarla con quella concordata con l’installatore.

La classe segue l’ordine A+ → A → B → C. Se un intervento comprende più tipologie di ricambio, prevale la classe più bassa tra i componenti classificati. Per esempio, OE (A+) + IAM (C) = certificato di classe C.

La classe descrive i ricambi dichiarati nell’intervento. Non è una valutazione dello stato attuale del veicolo.

La tipologia indica la classificazione del ricambio: OE, OEM, OE-R o IAM. La categoria indica a quale parte del veicolo appartiene: per esempio freni, sospensioni, motore, cristalli o carrozzeria. Sono due informazioni diverse, entrambe utili per leggere l’intervento.

I certificati sono consultabili online dal QR code o cercando la targa su ospicert.com, anche quando cambi officina. Lo storico raccoglie gli interventi registrati e certificati in OSPI: le manutenzioni eseguite fuori dalla piattaforma non vengono aggiunte automaticamente.

Uno storico documentato permette a chi acquista di leggere gli interventi registrati e riconoscere l’uso dichiarato di ricambi originali o di primo impianto. Può rafforzare la fiducia e sostenere il valore del veicolo nella trattativa. Il prezzo di vendita dipende anche da condizioni, chilometraggio e mercato.

Un intervento documentato.
Più fiducia nel tempo.